Principali Patologie Mitocondriali
Le malattie mitocondriali sono molte e possono manifestarsi con sintomi molto diversi. Qui trovi una panoramica delle principali, con una breve descrizione per ciascuna.
Importante: ogni persona può vivere la malattia in modo unico.
Classificazione e criteri
Tutte le malattie elencate in questa pagina rientrano tra le malattie mitocondriali primarie (Primary Mitochondrial Diseases – PMDs), ovvero malattie in cui il difetto genetico primario compromette direttamente la funzione dei mitocondri.
Si distinguono da forme secondarie, in cui i mitocondri vengono danneggiati in modo indiretto, ad esempio da altre patologie genetiche, ambientali o metaboliche.
La classificazione adottata di seguito si basa sull’età tipica di esordio della malattia:
- alcune forme compaiono nel periodo neonatale, nell’infanzia o adolescenza, si può parlare pertanto di malattie mitocondriali dell’età pediatrica
- altre si manifestano in età adulta e si parla pertanto di malattie mitocondriali dell’età adultà
Questa suddivisione aiuta a orientarsi nella grande varietà di presentazioni cliniche e a comprendere meglio il percorso diagnostico.
Malattie mitocondriali con esordio tipico in età pediatrica/adolescenza
ADOA – Atrofia Ottica Dominante
È la forma ereditaria più comune di atrofia ottica che colpisce il nervo ottico.
Sindrome di Barth
Malattia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni nel gene TAZ
Sindrome di Kearns-Sayre (KSS)
Malattia mitocondriale multisistemica dovuta a una singola delezione nel mtDNA.
Nota
Alcune patologie già descritte individualmente in questa pagina, come TK2d o la sindrome di Alpers, rientrano tra le MDS per meccanismo genetico, ma sono trattate singolarmente per facilitare la consultazione.
Malattie mitocondriali con esordio tipico in età adulta
Nota
Questa è solo una panoramica generale. Se hai bisogno di approfondire o di essere indirizzato ad un centro specializzato, contatta Mitocon al +39 340 7569156 o scrivi a info@mitocon.it
Contenuto realizzato con il contributo scientifico del Prof. Carlo Viscomi









